Caldo e integrazione alimentare: qualche consiglio

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Le previsioni per il weekend confermano una tendenza al caldo che pone il mese di giungo come uno dei più caldi degli ultimi decenni, Se da un lato questo ci fa ben sperare per l’imminente estate, dall’altro fa emergere tutta una serie di ‘effetti collaterali’  quali: afa, debolezza e notti passate in bianco per il caldo, che possono portare a un calo generale delle energie. Per riequilibrare la situazione, ed evitare che la spossatezza ci rovini le giornate, ci sono alcune regole generali da seguire. «Il nostro organismo reagisce al caldo in modi che è importante conoscere e assecondare», spiega il nutrizionista Giorgio Donegani, direttore scientifico della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare. «La prima conseguenza è ovviamente un aumento della sudorazione, che va controbilanciata bevendo più del solito. Assieme all’acqua si perdono anche molti sali minerali, che vanno reintegrati al più presto, specie dopo uno sforzo fisico. Con l’esposizione al sole aumenta poi la produzione di radicali liberi. È quindi essenziale assumere la gusta quota di antiossidanti».

Per combattere l’afa e gli effetti dei raggi solari bisogna garantire al corpo anche la gusta quantità di vitamine del gruppo B, che ottimizzano la produzione di energia, dei gruppi A e C, che combattono l’invecchiamento dei tessuti e favoriscono la circolazione, e della luteina, che protegge la vista. «L’ideale, per una persona senza particolari problemi di salute, sarebbe assumere tutte le sostanze nutritive mediante dei pasti ben bilanciati», continua Donegani. «Un’alimentazione ricca di frutta e verdura contiene tutti i nutrienti necessari, tolti alcuni minerali come lo iodio, che viene normalmente integrato con il sale iodato. Il fabbisogno varia in base a molti fattori, tra cui età, stile di vita e anche la stagione».

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di consumare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura di cinque colori diversi: il gruppo giallo-arancio è ricco di betacarotene, un forte antiossidante che stimola la produzione di melanina mentre i vegetali verdi, oltre che di clorofilla, sono ricchi di magnesio, potassio e di polifenoli. Il colore rosso, tipico dei pomodori, indica un alto livello di licopene, utile soprattutto per il sistema cardiaco, mentre il bianco indica la presenza di zolfo (aglio e cipolla), antitumorali (rape, cavolfiori) e vitamina C (finocchio, cardo). Gli alimenti blu e viola, come il mirtillo, sono invece potenti antiossidanti e aiutano in particolare il corretto drenaggio dei liquidi.

Una protezione naturale che però è difficile garantirsi con continuità, specie se si mangia spesso fuori casa. Secondo un’indagine condotta da GfK Eurisko1, riesce a seguire una dieta che ritiene equilibrata solo il 57% degli italiani. Ancora più bassa, di poco superiore al 30%, la percentuale di chi consuma effettivamente frutta e verdura con regolarità. I più indisciplinati sono i giovani tra i 14 e i 24 anni, che fanno largo uso di piatti pronti, dolci e insaccati. «In questi casi, soprattutto se si tratta di un periodo in cui è difficile seguire un’alimentazione regolare, può essere utile ricorrere a un integratore, scegliendolo in base ai segnali che vengono inviati dal nostro corpo», conclude il nutrizionista. «La spossatezza, così come i crampi frequenti, sono segnale di una carenza di potassio, calcio o magnesio e vanno combattuti con prodotti ad hoc, gli integratori salini, consigliati d’estate, quando perdiamo sali minerali con maggior rapidità.

Quando invece l’organismo è sotto posto ad uno sforzo fisico ed è richiesto un plus di energia, l’apporto degli amminoacidi e delle vitamine, soprattutto del gruppo B, può essere un valido sostegno. Gli integratori che rispondono a tale esigenza vengono definiti tonici/energizzanti. In periodi di stress psicofisico o quando l’alimentazione è poco equilibrata e non si assumono frutta e verdura a sufficienza, si può ricorrere a un multivitaminico, che apporta sia le vitamine che i minerali. È bene comunque, se la è debolezza prolungata, fare un esame del sangue, per scoprire eventuali carenze specifiche, ad esempio di ferro. E rivolgersi, in caso di dubbio, al proprio medico di famiglia, che saprà indicare il prodotto più adatto».integratori

 

Fonte: corriere della sera/io-donna

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